Tavola rotonda su formazione e riforma Scuola-Lavoro

Ha avuto luogo sabato 28 novembre alle ore 17 la tavola rotonda “La formazione nel settore delle costruzioni e la riforma sull’alternanza Scuola-Lavoro” organizzata da CNA Piemonte all'interno di Restructura, il salone dedicato a riqualificazione, recupero e ristrutturazione edilizia, giunto quest'anno alla sua 28esima edizione. Sono intervenuti all'incontro moderato da Filippo Provenzano, segretario CNA Piemonte, l'On Luigi Bobba, Sottosegretario al Ministero del Lavoro, e Gianna Pentenero, Assessore al lavoro della Regione Piemonte.

Tema dell'incontro è la legge 13 luglio 2015 n. 107, detta “La Buona Scuola”, che tra le altre cose ha cercato di rafforzare l'alternanza scuola-lavoro, rendendola da quest’anno obbligatorio con almeno 400 ore da effettuare negli ultimi tre anni degli istituti tecnici e professionali e 200 nei licei. A scuola si impara a lavorare dunque.

Il Piemonte è impegnato da anni nello sforzo di far incontrare i fabbisogni professionali delle imprese del territorio con le esigenze formative degli studenti e sono diverse le iniziative messe in atto per una buona comunicazione tra domanda e offerta. Grazie a un accordo siglato nelle scorse settimane, ad esempio, 7 dei 9 istituti tecnici superiori piemontesi accreditati per i servizi al lavoro hanno aperto al loro interno veri e propri sportelli per l’impiego.

“Le Scuole – commenta l'assessore Pentenero, grande sostenitrice della legge- sono i luoghi ideali per mettere in relazione i giovani studenti con il mondo del lavoro e il fatto di aprire degli sportelli per il lavoro all’interno degli edifici scolastici significa anzitutto sfruttare la capillarità della rete scolastica e raggiungere un altissimo numero di ragazzi. Il vantaggio sta inoltre nel fatto che gli studenti verrebbero indirizzati all’ambiente lavorativo durante, e non dopo il loro percorso di studi, ottimizzando i tempi di inserimento ed evitando periodi di inattività”.
L’intesa è stata firmata per ora da sette scuole piemontesi (IIS G. Natta di Rivoli, capofila del progetto; IIS G. Baruffi di Ceva; IIS A. Castigliano di Asti; ITIS Omar di Novara; IIS R. Vaglio di Biella; IPSSAR E. Zegna di Trivero; IIS R. Zerboni di Torino) ma la rete è aperta a tutte le scuole interessate che possono aderire contattando direttamente la scuola capofila. I primi risultati dicono che in media circa il 6 % dei diplomati provenienti da questi istituti è riuscito ad essere collocato in aziende grazie al servizio di sportello di inserimento al lavoro offerto dalla propria scuola.

L’apprendistato
Uno degli strumenti dell’alternanza scuola-lavoro è l’apprendistato, che in Piemonte ha una tradizione lunga e di successo. Tra il 2012 e il 2015, infatti, in Piemonte sono stati avviati al mondo del lavoro 887 apprendisti di 1° livello (per l'ottenimento di una qualifica o diploma professionale); 55.182 apprendisti di 2° livello definito professionalizzante o di mestiere (formazione fatta in azienda in una logica di integrazione tra impresa e formazione) e 453 apprendisti di 3° livello (alta formazione e ricerca). Di questi ultimi, il 100% è stato confermato e l'89% ha conseguito un titolo di studio.
La volontà di investire sull'apprendistato è confermata anche per il 2016 visto l'offerta formativa che il Piemonte renderà disponibile, sulla base delle disponibilità finanziarie del POR (Programma Operativo Regionale) e delle risorse che lo Stato stanzierà dal 2016 al 2020 (per un totale di circa 69 milioni di euro) consentirà di avviare circa 2mila apprendisti per il conseguimento della qualifica o diploma professionale e diploma di scuola media superiore; circa 40mila apprendistati professionalizzanti; 2mila apprendisti per il conseguimento di lauree-master e dottorati di ricerca.

Proposta di una cabina regia regionale
“Ma perché l’alternanza scuola-lavoro si realizzi a pieno -continua l'Assessore Pentenero- occorre però che tutti i soggetti a vario titolo interessati – Ufficio scolastico regionale, sistema delle camere di commercio, associazioni di categoria, enti previdenziali – lavorino in modo unitario e che ci sia una governance pubblica. Per questo propongo l’istituzione di una cabina di regia regionale all’interno della quale mondo della scuola e mondo imprenditoriale possano raccordarsi e operare in sinergia,”.

Focus: la formazione nel settore delle costruzioni
Ma a Restructura non poteva mancare una riflessione dedicata alla formazione nel settore delle costruzioni, uno dei settori che negli ultimi anni più hanno sofferto la crisi (anche se oggi non mancano segnali incoraggianti). “Proprio per sostenere il comparto, va incentivata la formazione e l'aggiornamento dei profili che vi lavorano. Il mondo delle costruzioni ha bisogno di trovare personale qualificato in grado di rispondere alle innovazioni di prodotto e di processo produttivo; si pensi alla sfida, ad esempio, dell’efficienza energetica”.
Impegno preso a cuore dalla Regione Piemonte, che dal 2012 ad oggi la ha finanziato 517 corsi nel settore edile, per un investimento pari a circa 11 milioni di euro, con più di 7 mila allievi coinvolti. “Diversi i comparti nei quali abbiamo sviluppato attività di formazione: edilizia e costruzioni, servizi per edilizia e urbanistica; artistico ed energetico. Da non dimenticare poi tutti i corsi attivati che riguardano il montaggio dei ponteggi, i corsi per i lavoratori di primo ingresso settore edile e i corsi per gli addetti allo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto”. Nel panorama della formazione, vale inoltre la pena citare i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) dedicati alla formazione di figure professionali tecniche e specializzate, in particolare, gli IFTS sulle Tecniche di organizzazione e gestione del cantiere edile e sulle Tecniche innovative per l'edilizia. Numerose sono inoltre le qualifiche ottenute attraverso gli ITS, Istituti Tecnici Superiori, post-diploma (scuole ad alta specializzazione tecnologica) come, ad esempio, la figura del Tecnico Superiore per il risparmio energetico nell’edilizia sostenibile, pensata per operare nelle fasi di analisi, progettazione e realizzazione delle costruzioni applicando metodiche e tecnologie proprie della bioedilizia. Oppure la figura del Tecnico superiore per l’innovazione e la qualità delle abitazioni, con elevate competenze negli ambiti relativi agli interventi di costruzione, ristrutturazione e manutenzione, o ancora, quella del Tecnico superiore per la conduzione del cantiere di restauro architettonico.