Il Legno per la fabbrica di oggi

15 Novembre 2019  ⁄  10.00 : 13.30  ⁄  Sala PONTI

La crisi ambientale ci sta proponendo numeri pesanti che riguardano, ad esempio, l’innalzamento delle temperature e l’aumento delle emissioni di anidride carbonica. A tali numeri è necessario rispondere con soluzioni progettuali efficaci ed efficienti, in grado di transitare l’ambiente costruito in un ambiente carbon free.

Il passaggio da un’economia lineare a un’economia circolare, non è però cosa semplice. Richiede un cambio dei paradigmi consolidati, a partire dalla progettazione degli edifici, che assume le caratteristiche di progettazione di ciclo di vita dell’edificio; rispetto a questo e altri temi, catalogati come sostenibili, gli attori del processo edilizio dimostrano ancora un interesse limitato, ritengono altresì che il tutto costituisca un impedimento e un fardello, in parte, sul piano culturale e, molto, sul piano operativo. Ai progettisti, poi, è richiesto di rispondere a un quadro complesso e crescente di requisiti ambientali, imponendo loro di acquisire un sempre più ampio spettro di competenze e richiedendo l’acquisizione di strumenti analitici e predittivi.

L’obiettivo del contributo è delineare degli scenari dell’architettura che verrà, partendo dal presupposto che essa non può essere il risultato di un approccio unicamente deterministico, ma che non può neppure essere ricondotta a una sostenibilità effimera e concettuale. L’architettura che verrà è il risultato di un pensiero e di un approccio complesso, in grado di rendere complementari forma e prestazione, senza che l’una prevarichi l’altra. Significa altresì utilizzare degli strumenti in grado di valutare le prestazioni nel progetto, e non come avviene frequentemente, a valle del processo progettuale.